In The court Of The Crimson King

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In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Gio Feb 14, 2008 8:05 pm

King Crimson - In The court Of The Crimson King



brani:

1. 21th Century Schizoid man
2. I Talk to The Wind
3. Epitaph
4. Moonchild
5. The Court of The Crimson King
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Giles il Mar Feb 26, 2008 1:09 pm

Per i miei gusti si tratta di uno dei migliori album di sempre, progressive e non.
Inimitabile
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  carbonio il Sab Mar 01, 2008 1:56 pm

secondo me è un album molto più "importante" che (strettamente) bello....

ha creato un genere, contiene una canzone fondamentale (21th century) coverizzata anche dai pinguini...ma per il resto, sempre secondo me, il livello qualitativo si abbassa....
intendiamoci, tutto ovviamente da collocare nella prospettiva di un disco comunque di qualità buono/ottima... Wink
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Sab Mar 01, 2008 3:08 pm

E' vero, però al tempo, quelle canzoni che noi oggi possiamo considerare in un certo modo, al tempo erano innovative e rivoluzionarie.
Forse si potrebbe dire che l'album ad oggi, a parte in 21st, suona un po datato..................ma la bellezza di ogni pezzo per me va oltre
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  carbonio il Lun Mar 03, 2008 11:08 am

certamente, hai ragione....
quando uscì il disco quei pezzi rivoluzionarono talmente da creare, appunto, un nuovo genere musicale...

i pezzi sono belli (non eccezionali, secondo me...come ho già detto); a livello di singoli pezzi, per me, i kc hanno scritto di meglio successivamente.... Wink
è anche vero, come dici tu, che suona un po' datato....tranne 21th century, che per me è rimasta freschissima Very Happy
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Lun Mar 03, 2008 11:21 am

sarà anche perchè 21st century schizoid man è il brano in cui hanno collaborato di più mentre gli altri, come In the court, i talk to the wind erano già stati scritti prima che i fratelli Giles e Fripp si unissero a Mcdonald e Sinfield.
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Giles il Lun Mar 03, 2008 12:23 pm

Davvero?
In che senso?
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Lun Mar 03, 2008 7:22 pm

Nel senso che il gruppo nasce dall'unione di Mcdonald/Sinfield + Giles, Giles & Fripp.
I talk To The Wind e In The Court Of The Crimson King erano già state scritte dai primi due, tant'è che Sinfiled sostiene tutt'ora che i King Crimson siano nati in quel momento tra lui e Mcdonald e non successivamente con Fripp e Lake.
21st century schizoid man è invece temporalmente l'ultimo brano del disco e vede la collaborazione di tutti, Lake compreso che scrisse il riff.
Forse la collaborazione di tutti ha reso in qualche modo più fresco il brano
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  carbonio il Mar Mar 04, 2008 12:19 pm

potrebbe essere come dice starless... Wink
certo è che lake ha creato un riff memorabile...e quella voce distorta e filtrata...geniale Very Happy
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Mar Mar 04, 2008 12:26 pm

già, geniale
prima di leggere il libro di sid smith ero convinto che l'avesse scritto fripp, e invece.............
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  carbonio il Mar Mar 04, 2008 6:58 pm

il riff è memorabile senza dubbio...ti rimane impresso in testa...
ma anche la parte centrale non è da meno eh... Wink
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Ven Mar 07, 2008 11:55 am

la parte centrale fu opera di fripp e il gruppo ebbe non pochi problemi per farla funzionare all'interno del brano.
Però mi pare che il risultato sia stato notevole Very Happy
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Sab Mar 08, 2008 4:52 pm

Moonchild

Call her moonchild
Dancing in the shallows of a river
Lovely moonchild
Dreaming in the shadow
Of the willow.

Talking to the trees of the
Cobweb strange
Sleeping on the steps of a fountain
Waving silver wands to the
Night-birds song
Waiting for the sun on the mountain.

Shes a moonchild
Gathering the flowers in a garden.
Lovely moonchild
Drifting on the echoes of the hours.

Sailing on the wind
In a milk white gown
Dropping circle stones on a sun dial
Playing hide and seek
With the ghosts of dawn
Waiting for a smile from a sun child.


che bellezza.......

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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Fripper il Mer Mag 07, 2008 1:53 pm

Moonchild...!! Very Happy ...Vi avviso...lo ripeterò fino alla noia!!Quella canzone è favolosa...!!
Per quanto riguarda l'album nella sua complessità...a volte ho sentito dire,come già detto da altri in precedenza,che non è proprio del tutto innovativo...e che tale ruolo,spetterebbe più ad album come Lizard.
Sarà che l'ho ascoltato prima di tutti gli altri...ma...almeno per me,l'album d'esordio è il migliore... Very Happy
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Mer Mag 07, 2008 3:48 pm

per me sicuramente uno dei migliori, lizard invece, a parte Cirkus, non è che mi entusiasmi granchè

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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Giles il Gio Mag 08, 2008 1:51 am

anche a me non va giù molto ma almeno è originale, non c'è che dire.
Mi pare di aver letto che Sinfield lo reputasse il miglior disco dei kc fino a quel momento
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  moonchild il Gio Mag 08, 2008 8:41 pm

lizard è da apprezzare in tutto il suo sarcasmo...(happy family,indoor games,la stessa cirkus)
lady of the dancing water,dopo island (canzone) è forse il punto più alto del romanticismo crimsoniano
e la suite omonima a me sembra riuscita molto bene....no, niente da dire lizard è un ottimo pezzo
il sound del disco e omogeneo e ogni canzone fa la sua porca figura...uno dei migliori!
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Gio Mag 08, 2008 9:51 pm

boh, questione di gusti, io apprezzo due tre brani non di più.
Cirkus e Lady su tutti
La suite mi pare un po frammentaria e poco omogenea............

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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  der todesking il Gio Mar 12, 2009 11:25 pm

Ho notato che alcuni di voi ritengono questo disco un pò datato, e non siete i primi che lo dicono. Giustamente avete fatto notare che per i tempi fu un disco innovativo e unico, però dite che, con il passare degli anni (40!) sia invecchiato peggio di altri dischi della band (eccetto l'uomo schizoide che è ancora "avanti", e su questo siamo tutti d'accordo! Very Happy)
Non sono d'accordo.
Per me questo capolavoro trae parte del proprio potere proprio per l'atmosfera fiabesca e dal sapore antico, quasi medievale che crea una dimensione sospesa al di fuori di ogni tempo. Questo sia grazie ai suoni, sia grazie alle melodie. Se 21st Century Schizoid Man è chiaramente una canzone del futuro, con la sua commistione di carne e metallo arrugginito, le successive rimandano ad un universo onirico e impalpabile, lontanissimo dalla realtà, e collocato in un non-tempo dal sapore antico. Se l'uomo schizoide è per certi versi una visione apocalittica di un futuro non troppo lontano del mondo occidentale, i brani successivi sono un viaggio spirituale vero e proprio, alla ricerca di se stessi, all'interno di se stessi.
Questo necessita assolutamente di una dimensione sonora e melodica al di fuori del tempo, o al massimo collocata in un passato non ben precisato, nel quale la nostra società è ben diversa da quella odierna.
Tutto questo per me è ricercato dalla band, e aumenta ancor di più il fascino di quest'opera.
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Nigel il Ven Mar 13, 2009 1:56 pm

Sono assolutamente d'accordo, anche per me questo è un capolavoro senza tempo.
Io credo, inoltre, che le sue qualità non stiano tanto nelle innovazioni apportate al linguaggio musicale (comunque innegabili), bensì nell'altissimo livello dell'ispirazione musicale e poetica e nella perfetta sinergia esistente fra i vari musicisti.
Quando lo ascoltai per la prima volta, rimasi letteralmente senza parole, ma non tanto perchè lo giudicai avanti anni luce rispetto ai suoi tempi (questo per me era e rimane secondario), ma perchè mi diede quelle emozioni profonde che solo l'Arte con A maiuscola sa dare, sia che guardi al futuro sia che affondi le sue radici nella storia e nella tradizione.
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Starless il Ven Mar 13, 2009 2:40 pm

anche per me è un capolavoro, però ha un suono alle volte po datato rispetto ad altri album importanti anche di altri gruppi

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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  mrsalzano il Mer Mar 25, 2009 8:27 pm

Beh per ascoltare quello stesso suono ma con una migliore produzione basta gustarsi In the wake of Poseidon...
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Donald McHeyre il Mer Apr 14, 2010 6:54 pm

Appunti "istintivi" e per nulla tecnici per una trasmissione radiofonica:


IN THE COURT OF THE CRIMSON KING(an observation by King Crimson)
8 ottobre 1969 Album

Scaletta
-21st Century Schizoid Man including Mirrors - 7:20 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
-I Talk to the Wind - 6:05 - (Peter Sinfield - Ian McDonald)
-Epitaph including March for no Reason and Tomorrow and Tomorrow - 8:47
-Moonchild including The Dream and The Illusion - 12:11 - (Peter Sinfield - Robert Fripp, Ian McDonald, Greg Lake, Michael Giles)
-The Court of the Crimson King including The Return of the Fire Witch and The Dance of the Puppets - 9:22 - (Peter Sinfield - Ian McDonald)

Robert Fripp - chitarra 16 May 1946 in Wimborne Minster, Dorset,
Greg Lake - basso, voce 10 November 1947, Poole, Dorset,
Ian McDonald - fiati, tastiere 25 June 1946, in Osterley,
Michael Giles - batteria 1 March 1942 in Waterlooville, Hampshire
Peter Sinfield - parole e "illuminazione" 27 December 1943, Fulham Palace Road,


Mi ha sempre divertito interpretare quel "words and illumination", riferito a Sinfield nelle note di copertina a qualcosa che è più dei testi delle canzoni (fra l'altro poesie sopraffine che vivono di vita propria) o all'impianto di luci che curava Peter durante le loro prime esibizioni nei piccoli e preziosi club dell'epoca. Illuminazione delle parole, illuminazione della mente data dalle parole e dalla musica. Illuminazione della mente. Ecco, così preferisco.

Il faccione ( l'arte di Barry Godber) più famoso della storia del rock. Uno dei dischi più importanti della storia ? Il disco che ha aperto la strada ? Difficile trovare parole nuove per la corte che non siano già state dette. Difficile imprigionare con parole ordinate le emozioni e i viaggi fatti nella corte Cremisi.
5 brani. 5 capolavori. Ciascuno dei quali racchiude l'essenza di un album intero. Cremisi è il colore della disperazione e la disperazione può essere anche attiva e la corte cremisi è attiva disperazione.

Noi "uomini schizzoidi del 21 secolo" che ascoltiamo oggi questa musica e ci riflettiamo in essa completamente ma ne fuggiamo come veniva fatto all'epoca, in quell'anno di speranze "floreali" e "immaginazioni al potere". Sogni che si sono infranti nella realtà di oggi e noi, uomini e donne del 21 secolo ci ritroviamo qui ad ascoltare una musica che parla di noi oggi. Avevano capito tutto. Ci hanno avvisato ma paradossalmente non gli abbiamo "ascoltati"....

"Musicalmente il brano che apre l'opera è molto diverso dal resto. Suoni cupi e violenti. La voce di Lake graffia e accusa e pur rimanendo il brano, nelle sue caratteristiche sonore, molto legato a quel periodo dimostra innovazione già nell'arci famoso tema. La fanfara (Do,Fa,Fa diesis, Sol per quarte). Il brano è circolare (speculare) Mirrors, e anticipa i King Crimson "hard" e "proto trash" del periodo Wetton. Cavallo di battaglia dal vivo per molti anni. Leggendaria la performance del 30 giugno 1974 a Providence. Molti estimatori dei Black Sabbath o dei Deep Purple dovrebbero ascoltarla."

... "parlavano con il vento" ma il vento continua a soffiare portando quelle parole alle nostre orecchie ma le ignoriamo nascondendoci dietro il cinismo e l'ironia per nascondere il vuoto che abbiamo dentro ...

"Il brano, interpretato da Lake con svenevole dolcezza è del solo Ian McDonald ed è il solo altro brano di tutta la discografia cremisi a non avere la firma di Fripp. E' anche probabilmente il più vecchio, essendo la prima versione addirittura del 1965. Qui il grande Michael Giles (il protoBruford) ci dimostra come fare percussioni con la batteria.
I fiabeschi suoni di flauto di McDonald sono lontani anni luce dal suono ferroso del "Mad Dog".

... andando avanti con il nostro "progresso" e la nostra scienza, vivendo un finto benessere fatto di plastica e acciaio.
"Il sapere è un amico mortale se non è controllato da nessuna regola, il destino dell'intero genere umano è nelle mani di pazzi furiosi" e noi siamo troppo ciechi e confusi per reagire come dovremmo. Come Prospero, "confusione sarà il nostro EPITAFFIO".

"Un rullare impetuoso ed un mellotron (i finti violini tristi) come se fossero onde che si infrangono sugli scogli ci introducono ad una lunga marcia fatta di tristezza e disperazione. Il brano deve qualcosa ai Moody Blues sicuramente ma mai costoro sono riusciti solo pur lontanamente a raggiungere le vette e lo spessore di questo brano. Giles martella con la clessidra del tempo le ore che passano, McDonald ci investe con ondate di emozioni e Lake grida (e geme) e piange al mondo il suo dolore. Le prime lacrime dall'abbassarsi della puntina sono assicurate.

Non resta che rifugiarci nel sogno e nel crepuscolo ? Come "la figlia nella luna" nel suo giardino incantato che esiste solo nella sua testa. Un mondo di sogni e illusioni ...

"Moonchild" è forse il capolavoro nel capolavoro. E' la traccia più lunga, 12'e 13'' ma solo i primi 2e32 sono occupati da una canzone. Lake ci descrive con dolce tristezza cosa faccia Moonchild per passare il tempo ma in realtà parla di qualcos'altro. Cosa? E' uno dei testi più criptici di Sinfield in assoluta.
Le strofe sono intervallate da un piccolo inciso musicale dove, ancora con le guance bagnate da Epitaph, Fripp ci mostra a quali, ancora oggi non eguagliate, abissali profondità di tristezza può giungere una chitarra.

Il restante è una lunga analisi tra il rapporto che esiste tra il suono ed il silenzio".

... destinato a disgregarsi come fa Sua Maestà Cremisi nelle infinite distese siderali.

L'altro brano a firma del solo McDonald (oltre ai testi di Sinfield) e se ci pensiamo è un paradosso. Qui non si parla del Re Cremisi ma del Cremisi come colore (con tutti i suoi significati simbolici) diventato sovrano. Il rapporto tra il sovrano "tragico" e la tragedia che diventa sovrana meriterebbe un discorso a parte.
Qui le lacrime ormai escono copiose. Il mellotron tesse il motivo della tragica, epica fine di un mondo.




Per la prima prova del gruppo, formato ora da Fripp, McDonald, Giles, Lake e Sinfield, bisognerà attendere il 13 gennaio 1969, mentre il primo concerto si terrà il 9 aprile presso il London Speakeasy di Londra. Sarà il primo di una lunga serie di concerti che porterà il gruppo, alla fine del 1969, ad esibirsi anche negli Stati Uniti. In The Court Of The Crimson King viene invece realizzato in una decina di giorni tra l’agosto e il settembre 1969 presso gli studi Wessex Sound di Londra e pubblicato il 10 ottobre. Raccoglie una selezione dei brani che i King Crimson suonano in concerto, ai quali si aggiunge Moonchild, uno dei pochi brani dei King Crimson mai suonato dal vivo.

In The Court Of The Crimson King si piazzerà al quinto posto della classifica britannnica e al ventottesimo della classifica statunitense di Billboard.

“Pomposo e Noioso” (Rolling Stone magazine)
Grida al capolavoro assoluto Pete Townshend dalle pagine del “Melody Maker”


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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Nigel il Gio Apr 15, 2010 12:24 pm

Ottime riflessioni, Donald.
Anch'io ho sempre interpretato quell'illuminations in termini di ispirazione e apertura di orizzonti poetici e mentali (anzi, ho scoperto solo da poco che Sinfield si occupava delle luci nei concerti).
Direi che sono d'accordo su tutto - si tratta di cinque capolavori senza tempo - e soprattutto su Moonchild, vero e proprio "capolavoro nel capolavoro", di cui mi piace come hai descritto la seconda parte ("lunga analisi tra il rapporto che esiste tra il suono ed il silenzio").
Il commento del Rolling Stones magazine è emblematico della cecità che spesso caratterizza la critica musicale, in particolare quando si parla di musica al di fuori degli schemi consueti... per giudicare in quel modo un disco come questo bisogna essere sordi... io la prima volta che l'ho ascoltato sono letteralmente uscito di testa.
Ancora oggi, certa critica tende a fare di tutta l'erba un fascio quando si parla di progressive, generalizzando gli eccessi di band come gli EL&P. E uno di quelli che ne fanno maggiormente le spese è proprio il povero Sinfield, la cui opera è molto sottovalutata.
A volte, leggendo commenti come quello, viene da dar ragione a Frank Zappa riguardo ai critici musicali... anche se poi, per fortuna, ci son pure quelli bravi.
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Re: In The court Of The Crimson King

Messaggio  Donald McHeyre il Gio Apr 15, 2010 3:43 pm

Mi sembra che la faziosità (per non parlare di vero e proprio razzismo) che RS Magazine ha sempre dimostrato nei confronti di artisti esogeni al contesto americano (e modaiolo) sia ben nota a tutti.

D'altronde basta vedere la "loro" lista delle migliori (presunte) 100 canzoni della storia per farsi quattro risate.


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