Tool

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Tool

Messaggio  der todesking il Mar Nov 03, 2009 1:22 am



I Tool si sono formati nel 1991 a Los Angeles, con Maynard James Keenan alla voce, Adam Jones alla chitarra, Danny Carey alla batteria e Paul D’Amour al basso. Nel 1992 esce il primo ep della band, Opiate, caratterizzato da canzoni ancora acerbe, ma notevolmente ispirate e originali, figlie del rock alternativo americano. I testi, estremamente ironici ma al tempo stesso intelligenti, sono l’arma in più del gruppo.
Sulla stessa lunghezza d’onda di questo ep è il primo disco della band, Undertow (1993), ancora spoglio e semplice ma grintoso ed energico. In pieno periodo grunge i Tool si sono distinti dai gruppi allora in voga grazie ad uno stile più complesso e ricercato: meno immediato, ma più cerebrale. L’influenza di band come Melvins e Soundgarden è evidente, ma i semi dei King Crimson e dei Led Zeppelin si nascondono nelle tracce oscure, a tratti psichedeliche, del disco d’esordio - purtroppo penalizzato da una produzione non all’altezza della qualità delle canzoni. Adam Jones (forte della sua esperienza come designer di effetti speciali per film del calibro di Jurassic Park e Terminator 2) si prende cura dell’aspetto visivo dell’arte dei Tool, dirigendo e a curando gli effetti speciali dello spettacolare video di Prison Sex,. Il risultato è un’eccellente prova visionaria, oscura e inquietante, che sembra uscita dalla mente di registi surreali-horrorifici come David Lynch o David Cronenberg. Dopo l’abbandono della band da parte del bassista D’Amour, Justin Chancellor –membro dei Peach(band per certi versi affine ai Tool-) entra a far parte del quartetto. Chancellor, con i suoi giri ipnotici e iper effettati, si rivela la marcia in più della band, che con Ænima (1996) esplode definitivamente.
Il secondo disco della band si impone infatti come opera estremamente complessa stupendo per l’incredibile carica innovativa. Atmosfere claustrofobiche, riff spigolosi e spezzati, ciclici, sui quali si incastra una voce meccanica, frammentata. Momenti di psichedelica moderna - pesante e nera come la copertina del disco - che trovano conferma negli intricati ed ermetici testi di Keenan, dal sapore esoterico e mistico. Con Ænima i Tool espongono la loro filosofia, fatta di libertà di pensiero e totale apertura mentale, oltre che di continua autoanalisi alla ricerca di un’evoluzione necessaria. Con Ænima i Tool sconvolgono il mondo del rock pe(n)sante.
Nel 2000 esce Salival, opera composta da un disco con alcuni pezzi live e alcune pregevoli chicche come una strepitosa cover di No Quarter dei Led Zeppelin e un dvd (o vhs) con i video della band girati fino ad allora.
Il 2001 è l’anno di Lateralus, l’opera più pretenziosa della band. Le canzoni si espandono ancora di più, la rabbia viene diluita e le atmosfere - dal vago sapore orientale - divengono ancor più oniriche. Testi catartici si fondono con le note e con i ritmi (eccezionale il lavoro di Carey dietro le pelli) per creare un’opera dalle tinte alquanto spirituali. L’aura misteriosa e i continui riferimenti esoterici contribuiscono al mito che il gruppo si è cucito addosso: un mito tale da portare i fan più intransigenti a considerare la band losangelina come un vero e proprio “attrezzo” spirituale per l’espansione della coscienza. A questo punto i Tool sono diventati una delle realtà più seguite nel mondo del rock alternativo, e i concerti sono dei veri e propri eventi, caratterizzati da spettacolari light show e da proiezioni curate - oltre che dal solito Jones - da artisti visionari di grande caratura come Chet Zar. L’occhio attento nei confronti delle nuove band porta i Tool a condividere il palco con alcuni tra i migliori gruppi tuttora in circolazione - Meshuggah, Isis, Mastodon, Tomahawk - oltre che con mosti sacri come i King Crimson di Robert Fripp. L’elevata sensibilità artistica della band determina la nascita di una duratura e fertile collaborazione con Alex Grey: artista fuori dal comune che, con il suo stile mistico-psichedelico, firmerà gli artwork degli ultimi due album dei Tool, abbinandosi ottimamente alla musica.
Dopo l’uscita di due dvd singoli contenenti i video di Parabola e Schism (2005) - ancora una volta girati da Jones - vede la luce 10000 Days (2006), quarto disco del gruppo. Acclamato dal pubblico e dalla critica nonostante sia meno sperimentale e decisamente più manieristico, 10000 days si dimostra l’ennesima grande opera della band americana, capace – quest’ultima - di calamitare l’attenzione di moltissimi appassionati senza concedersi alle dure leggi del mercato discografico, ma anzi procedendo costantemente in controtendenza e a cavallo di un mito ancora lontano dalla fine.

Se dovessi consigliare un disco, direi Lateralus.
Questo è un loro video:
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der todesking

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Re: Tool

Messaggio  Nigel il Mar Nov 03, 2009 7:35 pm

Molto interessante, approfondirò sicuramente
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Nigel

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